Cosa vedere · Chiese e santuari
Monastero di Santa Maria di Orsoleo
Sant'Arcangelo (Potenza)
Monastero di Santa Maria di Orsoleo si trova a Sant'Arcangelo, in provincia di Potenza. Orari: Orari variabili durante l'anno: telefonare prima della visita. Visite guidate al museo su prenotazione, anche fuori orario per gruppi di almeno 10 persone. Ingresso: Chiesa: ingresso libero. Museo scenografico: informazioni e tariffe al momento della prenotazione.
- Chiesa: ingresso libero. Museo scenografico: informazioni e tariffe al momento della prenotazione.
- Orari variabili durante l'anno: telefonare prima della visita. Visite guidate al museo su prenotazione, anche fuori orario per gruppi di almeno 10 persone.
Scopri il luogo
Il complesso monumentale di Santa Maria di Orsoleo sorge in cima a una collina che domina la valle dell’Agri, a circa 4 chilometri dal centro di Sant’Arcangelo. Un tempo la collina era coperta da un fitto bosco e il convento era isolato nel silenzio della campagna. È uno dei complessi monastici più belli della Basilicata: una chiesa riccamente decorata, due chiostri con gli affreschi di Giovanni Todisco, un campanile di 31 metri e una statua della Madonna tra le più antiche e venerate della regione. Oggi l’ex convento ospita anche un museo scenografico multimediale.
Le origini: una chiesa nella «valle Orsolei»
Le prime notizie risalgono all’ultimo decennio del XII secolo. Intorno al 1192 il soldato Daniele e il prete Zaccaria cominciarono ad acquistare terreni nella valle chiamata Orsolei, con l’intenzione di costruirvi una chiesa dedicata alla Vergine. La chiesa sorse sopra una grotta, già luogo di preghiera di eremiti e monaci italo-greci. Nel 1272 la chiesa era retta dal priore Daniele, a cui successe il priore Bonicio. Nel 1305 il vescovo di Anglona protestò con il re angioino perché il feudatario di Sant’Arcangelo cercava di impadronirsi dell’abbazia: segno che il luogo era già importante e ricco.
Al XIII secolo risale probabilmente la statua lignea della Madonna con il Bambino, una Madonna in trono (Kyriotissa) rivestita di cartapesta nel Settecento. È ancora oggi venerata e festeggiata ogni anno l’8 settembre.
Il nome e le leggende
Secondo la tradizione popolare, il nome Orsoleo viene da un orso e un leone che sarebbero stati visti ai piedi della quercia su cui era apparsa l’immagine della Madonna. Un’altra versione parla di due pellegrini, Ursus e Leo, a cui l’immagine sarebbe stata affidata. Gli studiosi preferiscono un’origine greco-bizantina, dalle parole ouros e léos, «guardiano» e «popolo»: il luogo da cui la Madonna veglia sulla gente della valle.
Un’altra leggenda racconta che il convento fu costruito come ringraziamento dal conte Eligio della Marra, che con l’aiuto della Madonna avrebbe ucciso il drago che infestava le campagne. Nella chiesa sono ancora esposte una mascella e delle zanne che, secondo la tradizione, sarebbero proprio quelle del drago.
Il convento dei Francescani
Nel 1474 Eligio II della Marra, principe di Stigliano e conte di Aliano, fece costruire il convento intorno all’antica chiesa, ampliandola, e lo affidò ai Frati Minori Osservanti. A quell’epoca risale il primo chiostro, quello minore; intorno al 1600 si aggiunse il chiostro maggiore.
Nel 1545 il pittore Giovanni Todisco di Abriola affrescò il chiostro minore e la loggia con scene della vita di Cristo e di San Francesco: la Visitazione, la Flagellazione, gli Angeli musicanti, il Trionfo della Fede, il grande Trionfo della Morte e l’Adorazione dei Magi, l’unica opera che il pittore abbia firmato. Nel 1614 fu realizzato il coro ligneo dietro l’altare maggiore.
Per secoli il convento fu un centro di cultura e di studio famoso in tutta la zona e un luogo di accoglienza per i pellegrini. Aveva una biblioteca, una farmacia, un mulino, un forno, un frantoio, una neviera per conservare il ghiaccio e due cisterne. Su una porta si legge ancora: Foris non mansit peregrinus, ostium hoc viatori patuit, «il pellegrino non rimase mai fuori: questa porta fu sempre aperta al viandante».
Il terremoto del 1654 danneggiò il complesso, che fu restaurato e inaugurato di nuovo nel 1673 dal vescovo Orazio Fortunato. Nel Settecento la chiesa ricevette il controsoffitto in legno dipinto e, nel 1779, l’altare maggiore in marmi policromi.
Declino, restauro e museo
Con la soppressione degli ordini religiosi dopo l’Unità d’Italia, i frati lasciarono il convento, che andò incontro a un lungo declino e a un progressivo abbandono. Nel 1973 gli affreschi del chiostro furono staccati per essere restaurati. Dal 1988 il complesso è stato oggetto di un ampio restauro; oggi è di proprietà della Regione Basilicata.
Nelle sale dell’ex convento è stato allestito un museo scenografico polimediale. Con grandi immagini, narrazioni sonore, video-installazioni, ologrammi e filmati in 3D racconta le origini dei culti di queste terre, a partire dai santi bizantini dei secoli X e XI, la vita quotidiana dei monaci e la storia del convento francescano.
Cosa vedere
• La chiesa, a navata unica, con il portale del 1664 sormontato da un frontone classico, il controsoffitto ligneo policromo a cassettoni, le pareti stuccate e decorate in oro e l’altare maggiore in marmo del 1779.
• La statua della Madonna di Orsoleo, del XIII secolo, sull’altare a lei dedicato.
• Il coro ligneo del 1614, con formelle scolpite: l’Albero di Jesse, Cristo benedicente, gli apostoli e, tra le figure, una Madonna con il Bambino seduta tra i rami di un albero, con ai piedi un orso e un leone.
• La cupola del coro, con gli affreschi dedicati all’esaltazione dell’Ordine francescano.
• Il dipinto della Madonna con il Bambino tra i santi Antonio e Maddalena, attribuito ad Antonio Stabile (circa 1580).
• Il campanile, alto 31 metri, con il tiburio ottagonale decorato da sculture di animali, quattro grandi pigne e una fascia di piastrelle invetriate.
• I due chiostri e gli affreschi di Giovanni Todisco nel chiostro minore.
• Il museo scenografico nelle sale del convento.
Nei dintorni
Lungo la strada che sale al convento si incontra la Torre Molfese, forse un’antica torre di avvistamento che proteggeva i viandanti diretti a Orsoleo. Nel territorio di Sant’Arcangelo c’è anche la Torretta Sansanelli. In pochi chilometri si raggiungono il lago del Pertusillo, Aliano con i suoi calanchi e gli altri borghi della Val d’Agri.
Come arrivare
• In auto: da Sant’Arcangelo si seguono le indicazioni per Santa Maria di Orsoleo, lungo via Orsoleo, per circa 4 chilometri.
• Da Potenza: si percorre la Val d’Agri verso sud-est, in circa un’ora e mezza.
• Da Matera e dalla costa ionica: si risale la valle dell’Agri lungo la statale 598 Fondovalle dell’Agri, in circa un’ora e mezza.
Informazioni utili
• Indirizzo: via Orsoleo, 85037 Sant’Arcangelo (PZ)
• La festa della Madonna di Orsoleo si celebra l’8 settembre.
• Gli orari di apertura della chiesa e del museo cambiano nel corso dell’anno, e in alcuni periodi il museo è rimasto chiuso. Prima della visita conviene telefonare.
• Le visite guidate al museo sono possibili anche fuori orario per i gruppi di almeno 10 persone, prenotando con anticipo: tel. 349 4546576 oppure 346 7950728.
