Cosa vedere · Castelli e fortificazioni
Castello normanno-svevo di Pietrapertosa
Pietrapertosa (Potenza)
Castello normanno-svevo di Pietrapertosa si trova a Pietrapertosa, in provincia di Potenza. Orari: Aperture stagionali, più ampie in estate e nei fine settimana; in ottobre solo sabato e domenica, 10:00–17:30. Fuori stagione può restare chiuso: verificare con la Pro Loco prima di salire. Ingresso: Ingresso a pagamento; tariffa da verificare con la Pro Loco.
- Ingresso a pagamento; tariffa da verificare con la Pro Loco.
- Aperture stagionali, più ampie in estate e nei fine settimana; in ottobre solo sabato e domenica, 10:00–17:30. Fuori stagione può restare chiuso: verificare con la Pro Loco prima di salire.
Scopri il luogo
Il castello normanno-svevo occupa la parte più alta di Pietrapertosa, a circa 1.150 metri, aggrappato alle guglie di arenaria delle Dolomiti Lucane. Da lassù si domina tutto il paese, la valle del Basento e, di fronte, le rocce di Castelmezzano.
Storia
Le prime notizie di una fortificazione a Pietrapertosa risalgono agli inizi dell’XI secolo, in un documento del catapano bizantino Gregorio Tarchaneiotes. Secondo la tradizione, la rocca fu usata anche dai Saraceni del condottiero Bomar, che si stabilirono nel vicino rione dell’Arabata. Il castello è citato nel Catalogus Baronum normanno, nella seconda metà del XII secolo, e negli atti angioini del 1278, quando fu assegnato a Guglielmo de Tournespée. Passò poi a diverse famiglie feudali, tra cui i Carafa, gli Aprano, i Suardo, gli Jubero e i Sifola, trasformandosi da fortezza in residenza baronale. Abbandonato nell’Ottocento, subì crolli e demolizioni parziali dopo la prima guerra mondiale.
Il castello oggi
Un restauro con strutture moderne e rimovibili lo ha reso di nuovo visitabile. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce la gradinata originaria e tre fasi di ampliamento delle mura verso il portale d’ingresso, oltre a un ambiente semirupestre, un grande vano sotterraneo diviso da un arco in pietra e una piccola stalla scavata nella roccia. Nella cisterna più profonda, sepolti nel fango, si sono conservati i resti di un piccolo trono medievale in legno.
Cosa vedere
• La scala scavata nella roccia, che sale fino alla sommità del picco.
• Il posto di vedetta isolato su una guglia, da cui le sentinelle sorvegliavano la valle.
• Le due cisterne per l’acqua piovana e le mura con le tracce delle travi in legno della tecnica medievale.
• Il terrazzo sotto le mura, con una necropoli altomedievale di tombe ad arco scavate nella pietra.
• Il panorama sulle Dolomiti Lucane, uno dei più spettacolari della Basilicata.
Come arrivare
• A piedi: dal centro si sale per le stradine dell’Arabata, seguendo le indicazioni per il castello. Gli ultimi tratti sono ripidi e con gradini.
• In auto: si parcheggia all’ingresso del paese, vicino alla cappella di San Cataldo, e si prosegue a piedi.
Informazioni utili
• Servono scarpe comode con una buona suola: i gradini nella roccia possono essere scivolosi.
• Con vento forte o pioggia la visita può essere sospesa.
• Nello stesso giorno si possono abbinare il Volo dell’Angelo, il Percorso delle Sette Pietre verso Castelmezzano e le vie ferrate. Per organizzare la visita leggi la nostra guida alle Dolomiti Lucane.
