Guida · Basilicata

Carnevali della Basilicata: le 9 maschere storiche

I carnevali storici della Basilicata: maschere cornute di Aliano, mucche e tori di Tricarico, Rumita di Satriano, Domino di Lavello e altri riti.

Mappa illustrata dei carnevali della Basilicata con le maschere di Lavello, Tricarico, Satriano di Lucania, Montescaglioso, San Mauro Forte, Cirigliano, Stigliano, Aliano e Teana
La mappa dei nove carnevali storici della Basilicata (illustrazione di Ebas).

In Basilicata il Carnevale è prima di tutto un rito contadino: maschere di animali, uomini vestiti da alberi, campanacci che risuonano nelle notti d’inverno, scherzi e satira sulla vita del paese. Nove comuni fanno parte della Rete dei Carnevali storici della Basilicata, ognuno con la sua maschera simbolo. La stagione comincia a metà gennaio, con le feste di Sant’Antonio Abate, e finisce il Martedì grasso, spesso con il rogo del Carnevale.

Aliano: le maschere cornute

Le maschere di Aliano sono tra le più spettacolari del Sud. In testa portano un enorme copricapo di strisce di carta colorata, con fiori e rametti in cima; sul volto una maschera di cartapesta con corna, nasi lunghi e tratti di diavolo o di animale. Sulle spalle hanno scialli di lana con le frange, sul petto cinghie incrociate cariche di campanacci, e spesso una corda arrotolata sul fianco. L’ultima domenica di Carnevale va in scena «la frase», una satira in rima su fatti e personaggi del paese.

Tricarico: mucche e tori

A Tricarico le maschere (l’màshkr) rievocano la transumanza. Le mucche sono vestite di bianco, con il cappello a falde larghe, il velo e lunghi nastri colorati fino alle caviglie; i tori sono tutti in nero con i nastri rossi. Con i campanacci e guidate dal massaro, girano per il paese a partire dalla festa di Sant’Antonio Abate. Il Martedì grasso il fantoccio del Carnevale viene bruciato in piazza.

San Mauro Forte: i campanacci

Per Sant’Antonio Abate, a metà gennaio, gruppi di uomini con grandi campanacci legati in vita attraversano San Mauro Forte fino a notte fonda, facendoli suonare tutti insieme. È il suono che apre il Carnevale; lungo il percorso si offrono salsiccia, taralli, focaccia e vino.

Satriano di Lucania: il Rumita

Il Rumita è un uomo-albero coperto di edera dalla testa ai piedi: cammina in silenzio, bussa alle porte con il suo bastone e riceve un’offerta in cambio dell’augurio di un buon raccolto. Accanto a lui sfilano l’Orso e la Quaresima. La sfilata più famosa è «la foresta che cammina», con centinaia di Rumiti nelle vie del paese.

Teana: l’Orso

La maschera simbolo di Teana è l’Urs, l’Orso, che richiama il legame tra l’uomo e la natura. I costumi sono cuciti a mano dai volontari e dagli artigiani del paese. Il Carnevale di Teana è anche una festa ironica, che mette in scena la vita del paese e i suoi personaggi.

Cirigliano: i mesi e le stagioni

A Cirigliano sfilano le maschere dei dodici mesi e delle quattro stagioni, guidate da Capodanno: ogni maschera recita il suo monologo, adulti e bambini insieme. È una tradizione di origine medievale, che si chiude con la Quaremma dietro la bara del Carnevale.

Stigliano: il Pagliaccio

Stigliano ha scelto come maschera simbolo il Pagliaccio, che apre e accompagna la festa nelle vie del centro. Il Carnevale stiglianese è famoso anche per le sfilate dei carri allegorici: carri di cartapesta costruiti per settimane dai gruppi del paese, che sfilano tra musica, maschere e coriandoli, spesso con temi ironici sull’attualità. Il programma dell’anno si trova sulla pagina del paese su Ebas.

Lavello: il Domino

Il Domino di Lavello è una maschera elegante, tutta in raso rosso: cappuccio con la maschera che copre il volto, mantella, tunica lunga, cordone in vita e sacchetto. È la maschera dei balli di Carnevale, fatta di galanteria: il Domino non lascia la dama fino alla fine del ballo, la riaccompagna al suo posto e le regala caramelle, cioccolatini e cumbitt, i confetti.

Montescaglioso: il Carnevalone

A Montescaglioso il Martedì grasso il corteo si chiude con il Carnevalone, che arriva in silenzio in groppa a un asino e alla fine viene bruciato. Un tempo le maschere erano fatte di pelli e di iuta; tra le figure tradizionali ci sono la Parca con il fuso, la Quaremma vestita di nero e il Carnevalicchio sulla carriola. Il Carnevale Montese, con i carri allegorici di cartapesta, è tra i Carnevali storici d’Italia.

A inizio gennaio, a Montescaglioso, c’è anche la notte dei Cucibocca: figure ammantate di nero, con lunghe barbe bianche, che girano per i vicoli con le lanterne.

Consigli per vivere i carnevali

  • Date: cambiano ogni anno con la data di Pasqua; tra gennaio e il Martedì grasso le trovi nel calendario di Ebas e nelle pagine dei paesi.
  • Di sera: molti riti si svolgono al buio e all’aperto, nei paesi di collina e di montagna: vestiti pesanti e scarpe comode.
  • Rispetto: le maschere sono una tradizione viva delle comunità; fotografa pure, ma senza ostacolare i cortei.
  • Più paesi in un giorno: Aliano, Stigliano, Cirigliano e San Mauro Forte sono vicini tra loro; aggiungili al tuo itinerario con «Pianifica il tuo viaggio».