Parco della Murgia Materana: itinerari e cosa vedere

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Parco della Murgia Materana: itinerari e cosa vedere

Il Parco della Murgia Materana di fronte ai Sassi: belvedere di Murgia Timone, chiese rupestri, villaggi neolitici, Sentiero 406, itinerari e biglietti 2026.

Foto: Benjamin Smith – CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Il Parco della Murgia Materana, il cui nome ufficiale è Parco archeologico storico naturale delle Chiese rupestri del Materano, è l’altra metà di Matera. Di fronte ai Sassi, oltre il profondo canyon della gravina, si stende un altopiano di calcare pieno di grotte, villaggi preistorici, masserie e circa 150 chiese rupestri scavate dai monaci nel Medioevo. Istituito nel 1990, protegge oltre 6.000 ettari tra Matera e Montescaglioso e dal 1993 è patrimonio dell’umanità UNESCO insieme ai Sassi, con il nome «I Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera». In questa guida trovi cosa vedere, gli itinerari a piedi e le informazioni pratiche per visitarlo.

I paesi del parco

Il parco abbraccia il territorio di due comuni: Matera, con il cuore del parco sull’altopiano di Murgia Timone, proprio davanti ai Sassi, e Montescaglioso, dove la gravina scende verso il Bradano e dove nell’abbazia di San Michele Arcangelo c’è un altro centro visita del parco.

La gravina e l’altopiano

La gravina di Matera è un canyon scavato nel calcare dal torrente Gravina, che costeggia i Sassi, passa vicino a Montescaglioso e dopo una ventina di chilometri si getta nel Bradano. Le sue pareti sono piene di grotte, naturali e scavate dall’uomo. Sopra si apre la Murgia, un altopiano roccioso coperto di macchia mediterranea e pascoli, continuazione della Murgia pugliese. Il paesaggio cambia molto con le stagioni: verde e fiorito in primavera, giallo e assolato d’estate.

Cosa vedere

Il belvedere di Murgia Timone

Dal ciglio della Murgia, proprio di fronte alla città, si gode la vista più famosa di Matera: il Sasso Caveoso, il Sasso Barisano e la Civita con il campanile della Cattedrale, tutto in un unico colpo d’occhio. Al tramonto e la sera, con le luci accese nei Sassi, il panorama è indimenticabile. Qui, sull’altopiano, Mel Gibson ha ambientato il Golgota de «La passione di Cristo».

I villaggi preistorici

La Murgia è abitata da migliaia di anni. Ci sono grotte frequentate già nel Paleolitico, come la Grotta dei Pipistrelli, e diversi villaggi trincerati del Neolitico, circondati da fossati scavati nella roccia. Sull’altopiano di Murgia Timone si vedono le tracce di uno di questi villaggi e alcune sepolture dell’età del Bronzo. I reperti trovati in questi siti sono custoditi nel Museo archeologico Domenico Ridola di Matera.

Le chiese rupestri

Dall’alto Medioevo monaci benedettini e bizantini scavarono nella roccia chiese con una o più navate, absidi, altari e cupole ricavate nel tufo, decorate con affreschi e croci incise. Le più conosciute del parco sono:

  • Madonna delle Tre Porte: sul ciglio della gravina di fronte ai Sassi, con affreschi della Madonna e croci incise nella roccia.
  • San Falcione: una delle chiese più vicine al belvedere di Murgia Timone, compresa nella visita dell’area.
  • Madonna della Croce e San Vito alla Murgia, sull’altopiano.
  • Madonna delle Vergini, vicino alla strada statale per Taranto.
  • Cristo la Selva, immersa nella macchia.
  • Poco lontano dalla gravina c’è anche il santuario della Madonna della Palomba, in parte scavato nella roccia e in parte costruito.

Attenzione: le chiese rupestri della Murgia si visitano all’interno solo con le visite guidate. In città si possono invece visitare liberamente, con biglietto, Santa Maria de Idris, San Giovanni in Monterrone e San Pietro Barisano. Nelle campagne di Matera si trova anche la Cripta del Peccato Originale, la «Cappella Sistina della pittura rupestre».

Jazzi e masserie

La Murgia è sempre stata terra di pastori e contadini. Gli jazzi erano i recinti in pietra dove si ricoveravano le greggi; le masserie, spesso fortificate, erano i centri delle grandi aziende agricole. Lo Jazzo Gattini, a Murgia Timone, è stato recuperato ed è oggi il centro visite del parco, con un centro di educazione ambientale.

Il lato di Montescaglioso

A Montescaglioso la grande abbazia benedettina di San Michele Arcangelo ospita un centro visita del parco. Da qui si scende verso la parte bassa della gravina, con altre chiese rupestri e paesaggi più selvaggi e meno frequentati.

Itinerari

I tempi sono indicativi. Sulla Murgia ci sono poca ombra e poca acqua: portate sempre scarpe da trekking, acqua e un cappello, e restate sui sentieri segnati per proteggere i resti archeologici e la vegetazione.

1. Belvedere e chiese di Murgia Timone (facile)

È l’itinerario adatto a tutti, anche alle famiglie. Si parte dal centro visite di Jazzo Gattini, dove si lascia l’auto, e si raggiunge il belvedere di Murgia Timone a piedi (circa un chilometro e mezzo) o con la navetta. Lungo il percorso si incontrano la chiesa rupestre di San Falcione, le tracce del villaggio neolitico e le tombe dell’età del Bronzo; con una breve deviazione si arriva alla Madonna delle Tre Porte. Bastano due o tre ore; il momento migliore è il tardo pomeriggio, per vedere il tramonto sui Sassi.

2. Dai Sassi alla Murgia: il Sentiero 406 (esperti)

Il sentiero più spettacolare unisce direttamente la città e il parco. Parte da Porta Pistola, in via Madonna delle Virtù, nel Sasso Caveoso, scende ripido fino al fondo della gravina, attraversa il torrente sul ponte tibetano e risale il versante opposto fino al belvedere di Murgia Timone. È breve ma faticoso, con tratti ripidi su roccia: è classificato EE, per escursionisti esperti. Dal 2026 l’accesso è controllato da un presidio a Porta Pistola e si paga un biglietto. Evitate le ore calde d’estate e i giorni di pioggia o vento forte.

3. Il grande anello dei Sassi e della gravina (guidato)

Per chi vuole una giornata intera di cammino, le guide del parco propongono un anello di circa quattro ore e mezza che unisce i Sassi, la gravina e l’altopiano, con soste nelle chiese rupestri e nei punti panoramici più belli.

4. Escursioni guidate ed esperienze

  • Sentiero belvedere (circa 2 ore e un quarto): un percorso guidato tra il belvedere e le chiese rupestri, con ingresso nelle chiese. Per info e prenotazioni: centro di educazione ambientale di Jazzo Gattini.
  • Giardini rupestri (circa 2 ore e un quarto): un itinerario guidato sulla natura e sulle piante della Murgia.
  • In bici: le strade bianche dell’altopiano sono belle anche in mountain bike; trovi idee nella nostra guida La Basilicata in bici.

Un’idea per la giornata

Mattina nei Sassi, con la Casa Grotta e le chiese rupestri del Monterrone; pranzo in città; nel pomeriggio in auto (o, per gli esperti, a piedi con il Sentiero 406) fino a Murgia Timone, per visitare le chiese rupestri e aspettare il tramonto sul belvedere. Per tutto il resto della città leggi la nostra guida completa di Matera.

Natura

  • Flora: nel parco sono state censite oltre 900 specie di piante, molte rare o endemiche. Sulle rocce crescono timo, salvia argentea, asfodeli ed euforbie; tra gli alberi ci sono il fragno, il leccio, la roverella e la quercia vallonea, che qui ha l’unica stazione della Basilicata.
  • Il falco grillaio: è il simbolo del parco. Questo piccolo rapace migratore arriva in primavera e nidifica in grandi colonie anche sui tetti e nelle cavità dei Sassi.
  • Altri animali: tra i rapaci il capovaccaio, il più piccolo avvoltoio europeo, il nibbio reale e la poiana; a terra istrici, volpi, tassi, lepri e il lupo; tra i rettili il cervone e il colubro leopardino.

Il parco al cinema

La Murgia e la gravina sono un set naturale amato dal cinema: tra i Sassi e la Murgia Pier Paolo Pasolini girò «Il Vangelo secondo Matteo» e Mel Gibson «La passione di Cristo», con la crocifissione ambientata su Murgia Timone. Ancora oggi molti visitatori arrivano al belvedere per ritrovare le inquadrature dei film.

Informazioni pratiche

  • Come arrivare in auto: da Matera si prende la statale 7 in direzione Taranto/Laterza. Al km 583 si gira seguendo le indicazioni «Centro visite» e «Area attrezzata camper» (non il primo bivio, che porta alla Madonna delle Vergini, ma il successivo) e si arriva a Jazzo Gattini, dove si parcheggia.
  • A piedi dai Sassi: con il Sentiero 406 da Porta Pistola, solo per escursionisti esperti.
  • Biglietti (2026): dal 2026 l’area di Murgia Timone è a pagamento. Secondo quanto comunicato ad agosto 2026, il biglietto per il belvedere costa 10 € da aprile a ottobre e 7 € da novembre a marzo e comprende i sentieri dell’area, l’ingresso a San Falcione, il centro visite, la navetta per il belvedere e i servizi; per il Sentiero 406 il biglietto è di 15 € da aprile a ottobre e 10 € da novembre a marzo. Gratis per i residenti di Matera e Montescaglioso e per i bambini sotto i sei anni, ridotto del 50% per gli under 25. Verificate tariffe e orari aggiornati prima della visita.
  • Centro visite e guide: centro di educazione ambientale di Jazzo Gattini, tel. 0835 332262 o 388 8925407, [email protected].
  • Quando andare: la primavera, con le fioriture e il ritorno del grillaio, e l’autunno sono le stagioni migliori. D’estate camminate la mattina presto o al tramonto. In inverno la luce è limpidissima, ma pioggia, vento e ghiaccio rendono scivolosi i sentieri.
  • Rispetto: restate sui sentieri, non raccogliete piante o pietre, non entrate nelle chiese chiuse e portate via i rifiuti.
  • Nei dintorni: per i paesi e gli eventi della zona apri la zona Matera e la Murgia; Montescaglioso è anche nella nostra guida I borghi più belli della Basilicata.